News lunedì, aprile 29, 2019 Commento: 0

Le allergie stagionali

La primavera è un periodo difficile per chi soffre di rinite allergica: comuni in questo periodo sono naso che prude, starnuti, occhi che lacrimano e altri disturbi fastidiosi. Ecco alcuni consigli utili per riconoscere e affrontare questa problematica.

La rinite allergica interessa ad oggi in Italia dal 10% al 30% degli adulti, e fino al 40% dei bambini. Chi ne è colpito intraprende una vera e propria battaglia con l'ambiente esterno ogni volta che deve uscire di casa, senza considerare che possono presentarsi fastidi anche durante l'attività lavorativa/scolastica o durante le ore di sonno.

Cos'è la rinite allergica?

Si tratta di un reazione immunitaria anomala contro sostanze estranee del tutto innocue. Di fronte a determinati allergeni, i soggetti allergici subiscono una reazione eccessiva del sistema immunitario, che crede che quelle sostanze siano nocive, scatenando la reazione allergica di difesa. Questa si manifesta con sintomi in tutto e per tutto simili ad un comune raffreddore, quali lacrimazione, starnuti, prurito al naso e agli occhi, naso che cola, congestione delle mucose nasali, difficoltà a respirare e in alcuni casi un senso di oppressione al torace. 

Da cosa può essere scatenata?

Normalmente si tratta di allergeni presenti nell'ambiente, come pollini, acari della polvere, pelo di animali, sostanze di uso professionale. Ad esempio, se il paziente lamenta fastidi stagionali, molto probabilmente si tratterà di pollini; ancora, se si tratta di sintomi costanti durante l'anno, potrebbe trattarsi di allergie al pelo di animali, sopratutto cani e gatti, o agli acari della polvere. Infine, se i disturbi sorgono in particolari ambienti, ad esempio quelli di lavoro, si parla di allergeni professionali.

Come si arriva alla diagnosi?

Fondamentale in questo senso è il colloquio con lo specialista, che sarà in grado di comprendere se veramente si tratta di rinite allergica, ad esempio sottoponendo il paziente ad alcuni test allergologici. 

Quali sono le possibili cure?

Al di là dei medicinali prescritti dallo specialista, vi sono alcuni accorgimenti che tutti possono mettere in atto. La parola chiave in questo senso è prevenzione: è necessario evitare il contatto con gli allergeni di cui è noto il potere sensibilizzante. Nell'ambiente domestico, ad esempio, si può prestare particolare attenzione alla pulizia per ridurre la presenza di acari, in particolare poltrone, divani, letti, cuscini, biancheria e condizionatori. Molto importante è anche il mantenimento di un'umidità ottimale, evitando i climi troppo secchi o troppo umidi. Assolutamente sconsigliato il fumo. 

C'è poi il trattamento sintomatico, attraverso l'uso di antistaminici che alleviano la maggior parte dei sintomi, in particolare prurito, starnuti e lacrimazione. Il cortisone può essere usato solo per brevi periodi. In ogni caso, sarà lo specialista ad indicare la soluzione corretta, anche se la guarigione completa è molto difficile da ottenere. 

Commenti

Lascia un commento