News lunedì, settembre 16, 2019 Commento: 0

Comincia la scuola, tornano i pidocchi

Con il ritorno degli studenti a scuola puntuali si ripresentano anche i pidocchi, fastidiosi parassiti il cui scopo è quello di farsi il nido nel cuoio capelluto. Maggiormente colpiti sono i più piccoli (bambini che frequentano asili o scuole elementari), in quanto tendono a restare più spesso a stretto contatto l'uno con l'altro. Cerchiamo quindi di scoprire con chi abbiamo a che fare e come fermarli

I pidocchi sono parassiti che si nutrono di sangue, specifici degli esseri umani, la cui particolarità è che non sopravvivono lontano dal cuoio capelluto più di 2-3 giorni. Le femmine sono in grado di deporre fino a 300 uova, che rimangono attaccate alla base del capello per circa 7-15 giorni, trascorsi i quali si schiudono. Sono molto piccole e si distinguono dalla forfora perchè, soffiandoci sopra, quest'ultima si stacca molto facilmente. Il sintomo più comune della presenza di pidocchi è il prurito, specialmente dietro le orecchie, sulla nuca e sulle tempie, ma non sempre è presente.

Come scovarli

Considerando che le uova si schiudono dopo circa una settimana, è sufficiente controllare la testa del bambino ogni fine settimana. In particolare, occorre fare molta attenzione alla zona dietro la nuca e le orecchie. Le lendini sono saldamente attaccate a circa 10cm dalla cute grazie ad una sostanza collosa. Di conseguenza, per poterle togliere è necessario esercitare una forte pressione con le dita o con un pettine a denti fittissimi (pettinella)

Come eliminarli

In commercio esistono diversi tipi di trattamenti, a seconda anche del tipo di capello e della lunghezza:

-Trattamenti chimici: contengono sostanze chimiche tossiche per i pidocchi (permetrina, piretro o malthion). Questo tipo di insetticidi agisce rapidamente contro i parassiti, ma le uova devono comunque essere rimosse manualmente. Inoltre utilizzando prodotti chimici c'è pur sempre il rischio di irritazioni o prurito dovuto al contatto con la cute di queste sostanze. Si consiglia di evitarne l'utilizzo in gravidanza, durante l'allattamento e per i bambini sotto i due anni di età.

-Trattamenti asfissianti: si tratta di prodotti a base di oli minerali o derivati dal silicone. Creano una pellicola intorno al pidocchio, che lo immobilizza e gli impedisce di respirare

-Trattamenti neurotossici: agiscono bloccando il sistema nervoso dei pidocchi, e vanno usati solo in presenza di parassiti vivi

Sia i trattamenti asfissianti che quelli neurotossici, seppur molto efficaci, presentano pur sempre qualche controindicazione. Ovviamente il rischio non sussiste con un trattamento ripetuto una volta ogni tanto, ma resta comunque il fatto che un uso prolungato o eccedenti le dosi indicate può creare resistenza, lasciando vivi i pidocchi più forti. Le lendini, infatti, non hanno un sistema nervoso, e visto che si schiudono anche a 10 giorni dalla deposizione, possono sopravvivere a due trattamenti effettuati a 8 giorni di distanza l'uno dall'altro.

-Trattamenti green: per chi è restio a usare prodotti chimici, l'unica soluzione è quella di rimuovere manualmente tutti i pidocchi e lendini con la pettinella. Per rendere il passaggio del pettine più scorrevole, è possibile utilizzare un olio vegetale o un balsamo.  Questo tipo di trattamento deve però essere ripetuto più spesso: ogni due giorni per almeno due settimane.

Alcuni miti da sfatare

-Avere i pidocchi non significa lavarsi poco: chi ha preso i pidocchi ha solo avuto la "sfortuna" di entrare in contatto con qualcuno che glieli ha trasmessi

-Non serve rasare a zero i capelli: anzi, i parassiti arrivano alla testa con maggiore difficoltà se i capelli sono lunghi.

-Non è necessaria la "quarantena": una volta che il bambino è stato adeguatamente trattato, non sarà più in grado di trasmettere pidocchi agli altri

-Avere i pidocchi non è una malattia grave: di solito, il fastidio maggiore è dato dal prurito, provocato dalla saliva del pidocchio quando punge il cuoio capelluto per succhiare il sangue

Prevenire è meglio che curare

Per evitare il diffondersi del parassita, è essenziale innanzitutto controllare i famigliari del bambino e avvertire immediatamente le persone con cui è stato in contatto, come la classe e la scuola. Lenzuola e abiti vanno lavati in lavatrice a 60° con un detersivo normale (non serve l'igienizzante). Tappeti, materassi e giocattoli in tessuto possono essere invece chiusi in un sacco e lasciati lì un paio di giorni. I pidocchi, infatti,  non in grado di sopravvivere nell'ambiente per più di 48-72 ore.

Controproducente è invece l'applicazione di trattamenti contro i pidocchi a scopo di evitare il contagio. Anzi, si rischia di provocare resistenza al trattamento stesso, nel caso in cui servisse ripeterlo in futuro. In commercio esistono appositi prodotti preventivi, diversi perciò da quelli applicabili quando ormai è stata accertata la presenza di pidocchi. La maggior parte agisce creando una specie di scudo sulla testa del bambino, in quanto rilasciano un odore profumato per noi, ma repellente per i pidocchi. 

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